Bear gay, conosciamoli meglio

Gli orsi gay, una comunità accogliente e diversificata che celebra l’autenticità e la solidarietà. Attraverso la Bear Brotherhood Flag, promuovono l’apertura e l’accettazione di ogni individuo. Tuttavia, alcune divisioni riguardano l’aspetto fisico, evidenziando la necessità di accettazione e comprensione. La diversità è la chiave di una comunità vibrante.

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Bear gay, chi sono?

Esploriamo l’affascinante mondo della comunità ursina e scopriamo insieme le diverse correnti di pensiero che lo caratterizzano. Abbracciando la propria autenticità e celebrando la bellezza in ogni sua forma, i bear gay incarnano la forza, la gentilezza e la solidarietà. Unendo uomini dalle diverse sfaccettature, questa comunità offre un rifugio di accettazione e comprensione, dove ciascuno può esprimersi liberamente e sentirsi parte di qualcosa di speciale. Condividendo un orgoglio unico e una diversità senza limiti, i bear gay dimostrano che l’amore e l’abbraccio della propria individualità sono le fondamenta di una comunità vibrante e inclusiva.

La comunità LGBT ha svolto un ruolo fondamentale nell’educare e sensibilizzare sul concetto che l’amore non conosce né genere, né colore, né etichette. Questo insegnamento ha contribuito a promuovere un’idea di accettazione e inclusività che va al di là dei limiti imposti dalla società. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di accettare se stessi indipendentemente dal giudizio altrui o dalle norme imposte da istituzioni come la Chiesa.

È stato un percorso caratterizzato anche dalla sfida di superare paure e pregiudizi, con l’importante messaggio che la paura spesso deriva da una mancanza di comprensione. Questo invita, quindi, a esplorare ciò che non si comprende anziché respingerlo, favorendo così un dialogo costruttivo e un’apertura mentale.

È cruciale riconoscere che le discriminazioni sono ancora una realtà per molti, manifestandosi in modi diversi e a livelli vari all’interno della società. Un esempio significativo è l’emarginazione sociale legata al peso corporeo, un fenomeno che è stato oggetto di discussione all’interno della comunità gay dei bear, con l’obiettivo di esplorare se anche all’interno di questo gruppo esista un diffuso sentimento di discriminazione nei confronti delle persone sovrappeso.

Per essere più chiari

Bear (che significa “orso” in inglese) è un termine usato per descrivere gli uomini gay o bisessuali con una corporatura robusta – o con qualche chilo di troppo – che di solito hanno anche peli sul petto e una folta barba incolta.

All’interno della comunità dei bear, c’è attualmente un dibattito sulla definizione stessa di orso: per molti, rappresenta la mascolinità, in contrasto con gli uomini più effeminati e curati (i cosiddetti twink). Per altri, invece, è un modo per definire una comunità “bear gay” più inclusiva e basata sull’accettazione di tutti, a prescindere dall’aspetto o dal peso.

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International Bear Brotherhood Flag

Gli orsi hanno anche una loro bandiera, l’International Bear Brotherhood Flag, creata nel 1995 da Craig Byrnes. È composta da uno sfondo a strisce sul quale è rappresentata l’impronta di un orso.

I colori delle strisce in alto indicano quelli della pelle di etnie diverse, mentre le strisce più in basso non sono altro che i colori del pelo dell’orso, ovvero nero, grigio e bianco.

La bandiera degli orsi ha un significato bellissimo: quello di apertura totale a tutte le etnie e alla diversità di ogni essere umano.

Le dispute sull’adipe: Un confronto “pesante”

Nella pratica, i bear si fanno portavoce delle caratteristiche sessuali secondarie dell’uomo: i peli, sul viso e sul copro, la calvizie (in molti casi), un aspetto vigoroso.

Con il trascorrere del tempo, la cultura dei bear è stata segnata da alcune spaccatura: sono, infatti, aumentate le discriminazioni da parte di chi ha un corpo muscoloso e si identifica nel concetto di orso, relegando ai margini gli uomini grassi.

Di contro, gli orsi in sovrappeso sono riusciti a rendere i loro chili in più una questione politica, trasformando quello che per altri rappresenta un motivo di esclusione (se sei grasso, non sei un vero orso) in una forma di autoaccettazione.

All’inizio degli anni ’90 nacque, per esempio, a Milano il gruppo Orsi italiani – Girth & Mirth, dove Girth indica il tronco dell’albero e dunque esprime robustezza, mentre Mirth indica allegria, voglia di vivere, benessere, in riferimento al fatto di riuscire a stare bene anche con un fisico oversize tipico de bear gay.

Le differenze tra i bear gay

Per diventare parte della comunità degli orsi, non è necessario possedere requisiti fisici specifici o vestirsi in un certo modo. I bear gay infatti nascono dal rifiuto delle convenzioni e degli stereotipi che associano gli omosessuali a persone estremamente curate e ossessionate dal proprio corpo.

Gli orsi sono esseri che conducono una vita tranquilla e non sentono il bisogno di “martoriare” il proprio corpo per raggiungere la pace interiore. Nel corso del tempo, sono emerse numerose interpretazioni all’interno della comunità orsina. Questo dimostra che la vera libertà risiede nelle sfumature.

I bear gay possiamo distinguerli in:

  • Cucciolo (cub), ovvero l’orso giovane, sui 20 anni;
  • Sugar bear, che è l’orso un po’ più effeminato;
  • Lontra (otter), che è una via di mezzo tra un twink e un orso;
  • Lupo (wolf), che si differenzia dalla lontra perché è molto peloso, sessualmente attivo, magro, ma muscoloso;
  • Orso polare, ovvero l’orso maturo e brizzolato;
  • Muscle bear, che è l’orso muscoloso;
  • Koala gay bear, cioè l’orso con capelli e peli biondi;
  • Panda bear, cioè l’orso dai lineamenti asiatici;
  • Orsone, ovvero un orso obeso. Il termine viene utilizzato con un’accezione denigratoria;
  • Cacciatore, ovvero chi è attratto dagli orsi;
  • Daddybear, ovvero un orso maturo e con un atteggiamento paterno;
  • Orso lesbico, cioè l’orso al quale piacciono gli altri orsi.

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